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Ostiense, rifatta la strada dove morì Elena Aubry. La mamma: "Si è aspettata la tragedia"

Graziella Viviano: "Adesso su quella strada transiteranno altre persone, altre moto. Passeranno li normalmente, forse neanche si accorgeranno di quella foto di Elena"

Il Movimento 5 Stelle usa toni trionfalistici. Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, la ragazza morta a seguito dell'incidente stradale avvenuto il 6 maggio di due anni fa in via Ostiense, è invece affranta e la domanda, che facciamo nostra, diventa lecita: perché bisogna aspettare le tragedie prima di agire?

La strada dove morì Elena Aubry

Torna al centro delle cronache il tratto di via Ostiense di competenza del X Municipio dove poco più di due anni fa morì la giovane centaura Elena Aubry "per le maledette buche di Roma", come denunciato dalla mamma della ragazza che ha fatto da allora una serie di battaglie per la sicurezza stradale.

Nella giornata di sabato il Movimento 5 Stelle ha annunciato la fine dei lavori su quel maledetto tratto di via Ostiense che, nel 2019 (un anno dopo l'incidente mortale di Elena) fu anche temporaneamente chiuso alle due ruote per le troppe radici e buche.

Riasfaltata via Ostiense

Ora l'asfalto è finalmente liscio. "Ecco la via Ostiense come non l'avete mai vista. - si legge nel post penstastellato - Una strada importantissima, che l'Amministrazione a 5 Stelle ha rimesso a nuovo, con lavori a regola d'arte che dureranno nel tempo. Manca da rifare solo un ultimo tratto nei pressi di Ostia Antica, di competenza della Città Metropolitana, e che verrà ultimato da Acea dopo aver effettuato i lavori di scavo per la sostituzione di parte della condotta idrica".  

"Farlo adesso avrebbe comportato un doppio intervento ed uno sperpero di soldi pubblici. Questo significa avere una pianificazione, un'attenta programmazione ed una gestione oculata delle risorse economiche", la spiegazione.

L'asfalto era dissestato: indagati tre funzionari del Comune

"Perché per fare l'ovvio nel nostro Paese, bisogna insistere ed insistere"

A commentare la notizia ci ha pensato Graziella Viviano con un toccante messaggio su Facebook: "Ecco la strada di Elena, il tratto dell'Ostiense che l'ha uccisa. Da qualche giorno è stato riaperto alla circolazione, adesso sembra un tavolo da biliardo, adesso lì non si può morire come è successo ad Elena. Non so cosa provo. Mi chiedo perché si debba arrivare a pagare con delle vite, prima di intervenire e non vale solo per questo tratto ma per tutte le strade pericolose che ci sono in Italia. Perché bisogna aspettare che qualcuno muoia e a volte non è neanche sufficiente? Perché per fare l'ovvio nel nostro Paese, bisogna insistere ed insistere finché diventa evidente che l'ovvio vada fatto? Adesso su quella strada transiteranno altre persone, altre moto. Passeranno li normalmente, forse neanche si accorgeranno di quella foto di Elena. Torneranno alle loro case, andranno al mare e la loro vita andrà avanti normalmente".

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"Anche quel 6 Maggio 2018 Elena stava andando normalmente al lavoro, ma in quella strada di normale non c'era nulla. Penso che anche Elena avrebbe avuto diritto ad una vita normale. Però non è andata così. Io non so perché le nostre vite hanno certi corsi. Forse quella di Elena doveva servire a salvarne molte altre? Non lo so. - conclude la mamma di Elena Aubry - A volte penso che se qualcuno avesse urlato come ho fatto io, forse Elena sarebbe qui e normalmente , come le persone che transitano in questi giorni, adesso avrebbe una vita, un futuro".

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