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Ostia, per il Prefetto non bastano Marino e Sabella. X Municipio verso lo scioglimento, si vota nel 2018

Gabrielli: "X Municipio infiltrato". Alfano: "Arrivata la relazione del Prefetto, adesso valuterò prima di tre mesi". Nel parlamentino di Ostia regna il caos e il Pd, già commissariato, tiene in scacco il territorio

Un dato è certo: il Comune di Roma non verrà sciolto per mafia. La partita, però, non è chiusa. L'amministrazione del sindaco Ignazio Marino, almeno stando ad alcune indiscrezioni che sono emerse dalla relazione che il prefetto Franco Gabrielli ha consegnato al ministro Angelino Alfano, è comunque sotto la lente d'ingrandimento.

A rischio commissariamento ci sono i dipartimenti risultati particolarmente infiltrati dalla criminalità organizzata, come quelli delle Politiche Sociali e dell'Ambiente, ma anche dei Lavori Pubblici e della Scuola. L'inchiesta Mafia Capitale ha già colpito cinque dirigenti, altrettanti funzionari e un istruttore. Uno solo di questi, Gaetano Altamura, è stato arrestato e subito sospeso, altri sono stati indagati o compaiono semplicemente nelle carte dell'ordinanza. A questi si aggiungono altre dieci posizioni nuove. 

Oltre i capi dei dipartimenti ci sono anche i singoli municipi da traghettare a nuove elezioni affidandoli a viceprefetti, come il III, e forse il VI, quello delle Torri guidato da Marco Scipioni (Pd) che però non ha alcuna intenzione di farsi da parte e appunto il X Municipio.  

I commissariamenti si attuerebbero come prevede il comma 5 dell'articolo 143 del Testo Unico sugli Enti locali. Nella sua relazione Gabrielli chiede ad Alfano di sciogliere per mafia il X Municipio. Il Viminale ha ora a disposizione tre mesi di tempo per decidere sullo scioglimento anche se lo stesso ministro specifica che prenderà una decisione molto prima. "La mia - spiega Alfano - non sarà una decisione preconfezionata o precostituita, ma formerò il mio convincimento in base alla relazione del Prefetto".

La situazione più delicata riguarda il territorio di Ostia già sotto la tutela di Alfonso Sabella, delegato per il sindaco per il X Municipio. Il parlamentino lidense è senza minisindaco dopo che Andrea Tassone, prima dimissionario, è stato arrestato per il fatti riguardanti la seconda ondata di Mafia Capitale. 

"Tassone è nostro, solo nostro", dicevano nelle intercettazioni Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. L'ordinanza firmata dal Gip, Flavia Costantini, sottolinea come gli affari sporchi nel X Municipio riguardavano la pulizia delle spiagge, la manutenzione del verde e altro. Determinante, per quel business, secondo il Gip anche il ruolo di Fabrizio Franco Testa, molto attivo sul territorio. 

Sabella intervistato dal 'Corriere della Sera' ha confessato di aver "chiesto tre mesi fa di utilizzare il quinto comma dell'articolo 143 del Tuel", perché aveva capito da subito che con i dirigenti coinvolti in Mafia Capitale "avevamo le mani legate". Il magistrato antimafia e assessore alla Legalità di Roma è sicuro che Gabrielli fa del bene alla città: "Sono certo che colpirà chi merita. Sul piano amministrativo questa città, con le leggi ordinarie, non riesce a fare ciò che si deve".

E su Ostia? "Ostia è già sciolta, e per una volta bisogna dare merito alla politica, a Matteo Orfini e al senatore Esposito: hanno fatto scelte per loro dolorose ma, a quanto pare, lungimiranti". Marino ne esce più forte? "Sì. Questa per la città è un'occasione unica: non si può più sbagliare. Gabrielli colpirà i corrotti e metterà persone capaci. Marino, vista la situazione ereditata, fino a oggi ha fatto miracoli: ma una volta cacciati i mercanti, il tempo deve ricominciare a fare liturgia. E credo che Marino abbia la forza necessaria. Faccio un esempio: adesso vinciamo i ricorsi al Tar, visto? Gli avvocati erano e sono bravi, il punto è che ora gli atti amministrativi sono fatti meglio. Ci vorrà tempo: i primi risultati si vedranno dopo l'estate, ma per fare di Roma una città normale servirà almeno un anno".

Lo scioglimento del X Municipio per infiltrazioni mafiose porterebbe una serie di conseguenze. Un effetto domino che, di fatto, azzererebbe tutto il lavoro fatto dai dem sul territorio. Se le proposte di Gabrielli saranno avallate dal Governo, ad Ostia sarà nominato un commissario prefettizio che dovrà gestire il territorio per 18 mesi.

Marino, Sabella e il capo segreteria del sindaco Silvia Decina, quindi, non avrebbero più poteri sul territorio. L'effetto domino dello scioglimento per Mafia, per altro, causerebbe anche l'impossibilità di candidarsi da parte dei consiglieri uscenti così come previsto dalla legge. 

La matassa è ingarbugliata. Il sindaco Marino attende, fiducioso. Nel caso di commissariamento le elezioni, almeno sulla carta, in programma per maggio 2016 slitterebbero. Forse di 18 mesi. Ostia ha bisogno di riflettere per rimettere insieme i cocci generati dal fallimento dell'ultima giunta municipale. 


 

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