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Miracolo! Ad Ostia c'è il mare: Elmi rinuncia alle cabine, cade un pezzo del Lungomuro

Lo stabilimento Elmi, che da un secolo si trova ai lati del Pontile, ha sistemato il varco per il libero accesso al mare e tolto le recinzioni

Ad Ostia c'è il mare. Sembra strano ma è così. A mostrarlo è lo stabilimento Elmi, da un secolo presente sul lungomare, che, negli ultimi due anni, con un'opera di restyling ha riconsegnato il belvedere ai residenti ed ai turisti. Via le cabine lungo il Pontile, addio alla recinzione ed un varco al mare più pulito. Una iniziativa imprenditoriale, quindi, e non dell'amministrazione a 5 Stelle che, in più occasioni con la presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo e la sindaca Virginia Raggi, ha annunciato l'abbattimento del Lungomuro ma che, nei fatti, ha buttato giù i chioschi abusivi senza toccare gli stabilimenti. A raccontare il processo è Doriana Pitorri, che gestiste il lido del Lungomare Paolo Toscanelli.

"Con piccole modifiche e investimenti si può rendere più appetibile lo stabilimento e ridare il mare ad Ostia", dice a RomaToday Doriana, moglie di uno dei fratelli Elmi morto anni fa. "Abbiamo sistemato il varco per l'accesso al mare con qualche mattonella da giardino, una piccola staccionata e qualche pianta. Essendo convenzionati con diversi hotel della zona, da noi arrivano tanti turisti". Il libero accesso al mare tramite il varco, oltre che un diritto, è quindi anche una opportunità imprenditoriale. "Chi entra sul nostro lato o resta sulla battigia, oppure affitta ombrellone e sdraio". Il classico cliente giornaliero.

"L'Elmi storicamente ha una vocazione familiare, ma con il varco accogliamo tanti inglesi, tedeschi e russi che vengono ad Ostia. Prendesi 'cura' del varco al mare, è un po' prendersi 'cura' del territorio. Come se stessimo annaffiando una aiuola di fronte casa nostra". Già ma quei varchi, a volte, sono pieni di sabbia e l'accesso potrebbe essere difficoltoso. "Da noi - dice Pitorri - gli ingressi sono sempre aperti ed abbiamo pure attrezzature e spazi per i disabili". 
 
La novità, però, è quella che in apparenza appare la più banale: mostrare il mare. Dovrebbe essere scontato, ma l'ormai famoso Lungomuro troppo spesso ha oscurato uno dei tesori di Roma. A curare il nuovo stile sono gli architetti Fabrizio Lentini e Ernesto Iacangelo de 'Il Studio': "Lo scorso anno abbiamo spostato le cabine in legno dal Pontile e dal Lungomare, riducendone il numero di un 30%, collocandole su sole due file perpendicolarmente al Lungomare e distanziandole dai confini di 10 metri. Abbiamo levato le reti e i pali che proteggevano i campi sportivi, quindi è stata tolta definitivamente la ringhiera, che non verrà più rimontata".

Et voilà: riecco il mare ad Ostia. Chi passeggia sul Pontile, ora, può di nuovo vederlo. Lì dove è sempre stato. Lo stabilimento, collaborativo nella vicenda, ha quindi provveduto autonomamente ad abbattere cabine in legno, le docce e le ringhiere che ostruiscono la visuale. Tutto con spese a carico del gestore, circa 40mila euro. E gli altri balneari? La Nuova Pineta-Pinetina sta riammodernando qualcosa, per il resto dei 69 stabilimenti tutto tace. Forse in attesa del Piano di Utilizzo del Arenili. Se l'abbattimento del Lungomuro parte dall'Elmi è perché si tratta del primo progetto di riduzione di cubature, proposto da un concessionario balneare, preso in considerazione dal Campidoglio.

"Ci auguriamo che questi cambi vengano apprezzati da tutti e anticipiamo che ne verranno effettuati altri per la prossima stagione balneare, sempre seguendo le indicazioni dell'Amministrazione, per andare incontro alle esigenze della cittadinanza e dei turisti", aggiungono gli architetti.

Un modo anche per dare nuova linfa al territorio. "Ad Ostia in questi anni non c'è stato nulla. Nessun evento, poche iniziative. Resto fiduciosa. Portare i food truck sul Pontile è stato bello. Servono però più servizi, collegamenti ed una maggiore presenza delle istituzioni. Come imprenditrice c'è massima apertura per migliorare il territorio. Certo le notizie di cronaca non aiutano. Non siamo tutti mafiosi, anzi - sottolinea con orgoglio Pirotti - La gran parte della gente di Ostia è fatta di onesti lavoratori. Ci sono problemi sì, non li nascondiamo, ma come in tutte le zone di Roma".

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