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Casal Bernocchi, scoperta archeologica: al lavoro esperti e comunità romena

La scoperta lì dove dovevano esserci i lavori per costruire una chiesa ortodossa. La comunità romena ha giocato un ruolo attivo nelle operazioni di scavo prestando manodopera volontaria, ma anche mezzi di scavo

Ancora una scoperta archeologica nel X Municipio, lì dove dovevano esserci i lavori per costruire una chiesa ortodossa. A Casal Bernocchi, nella zona che si affaccia sulla via Ostiense, tornano alla luce un mausoleo del I secolo dopo Cristo, un complesso termale con pavimenti a mosaico e una necropoli ben conservata. Scoperta nella scoperta, durante i lavori di scavo, sotto una lapide è venuta fuori anche l'impronta di un piede nudo, appartenente probabilmente a un giovane romano che stava lavorando a una sepoltura. 

Una vicenda di storia, archeologia ma aggregazione sociale. Già perché proprio la comunità romena ha giocato un ruolo attivo nelle operazioni di scavo, prestando manodopera volontaria, ma anche mezzi di scavo. Tutto è partito con l'acquisto dell'area verde da parte della comunità romena, con l'obiettivo di costruire una chiesa ortodossa.

"Nel X Municipio la comunità romena conta circa 1.500 persone", spiega Padre Gheorghe durante la presentazione dei reperti insieme al soprintendente Francesco Prosperetti. Una volta pronto, il progetto della chiesa è stato presentato alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ma iniziati i lavori gli esperti hanno trovato subito i resti di un intero borgo rurale romano che copre un periodo compreso tra il I e il V secolo dopo Cristo.

Dalla scoperta, la necessità di rivedere il progetto iniziale della chiesa, che adesso verrà costruita con dimensioni ridotte rispetto all'originale e, forse, conterrà anche i resti del Mausoleo. Come vuole la legge, le indagini preventive devono essere finanziate dal privato proprietario dell'area, in questo caso la comunità romena.

Per aiutare gli archeologi anche Padre Gheorghe si è anche tolto la tonaca partecipando agli scavi. Con lui, tanti suoi connazionali che, forse, adesso riceveranno anche un riconoscimento che possa attestare la loro esperienza. Per la conclusione dei lavori della chiesa, ora manca però il nuovo nulla osta della Soprintendenza. "Speriamo di ricevere il via libera dal Comune entro il prossimo Natale", dice padre Gheorghe.

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