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Ostia, estate di ricorsi e incertezze: concessioni a rischio per 7 stabilimenti

Nel week end sono state notificate sette ordinanze di "decadimento delle concessioni, per mancato pagamento del canone e abusi edilizi". Ai titolari resta una settimana di tempo replicare

Immagine dei sigilli Salus dello scorso dicembre. Il lido è stato dissequestrato ad aprile

Estate di ricorsi e incertezze per gli stabilimenti ad Ostia. Sembrerebbe questo lo scenario che si sta configurando sul mare di Roma. Tra abusi, revoche e bandi più o meno sospetti nel week end si è scritto un altro capitolo di una storia ingarbugliata. 

STABILIMENTI A RISCHIO - Sette lidi hanno ricevuto notifiche di "decadimento delle concessioni, per mancato pagamento del canone e abusi edilizi". E' il risultato dell'istruttoria della commissione straordinaria composta da tecnici del X Municipio, Agenzia del Demanio, Polizia Locale e Capitanerie di Porto, presieduta dal commissario straordinario del parlamentino di Ostia Domenico Vulpiani

BATTAGLIA LEGALE - A tremare sono i Bagni Vittoria, Med Net, Capanno, Pinetina-Nuova Pineta, Kelly’s, Marechiaro e Salus. L'avvio delle ordinanze di decadimento deriva dai primi 50 controlli effettuati, ma le istruttorie proseguono, secondo quanto si apprende. Ai titolari resta una settimana di tempo replicare. Le motivazioni della revoca della concessione variano a seconda dei casi per ogni struttura balneare. 

I CONTROLLI - Anomalie emerse proprio dai controlli fatti nel recente periodo. Il Salus, per esempio, durante i controlli del dicembre scorso subì un "sequestro parziale per presunti abusi". L'area fu poi dissequestrata ad inizio aprile. Sigilli che, prima di Natale, arrivarono anche al Med perché "privo delle autorizzazioni amministrative di circa 500 metri quadrati", oltre "una pedana di legno per 1500 circa metri quadrati". Tra gli altri, furono ispezionati anche Le Dune, Tibidabo Beach, il Lido, il Kursaal, il V-LoungeLa Casetta, lo Shilling-La Rotonda e il Bettina

Questo non significa che gli stabilimenti chiuderanno immediatamente. Anzi si preannuncia una lunga battaglia legale. I titolari potranno rispondere a quanto viene loro contestato. Qualora la documentazione presentata dagli stabilimenti non fosse sufficiente, il X Municipio procederà con l'atto di decadenza. Potrebbe quindi passare molto tempo prima di avere l'esito finale di questa diatriba. Nel mirino, oltre questi sette stabilimenti, ce ne sarebbero altri. 

SPIAGGE LIBERE E CAPOCOTTA - Non sono però solamente i lidi a finire nell'occhio del ciclone. Una manciata di giorni fa, le licenze sono state ritirate ai due chioschi Hakuna Matata e Faber Beach.

La spiaggia libera SPQR, ex Amanusa, invece ha vissuto una vicenda anomale. L'ATI composta da Uisp Roma, Libera Contro le Mafie e Le Grand Coureur ha infatti restituito l'ex spiaggia Amanusa al Comue di Roma, dopo un anno, comunicando la nullità della convenzione per "violazione di norme imperative", quindi "l'irregolarità del bando per l'assegnazione dei servizi connessi alla balneazione", e riconsegnano le aree e i manufatti.

E poi c'è Capocotta con i chioschi sequestrati lo scorso febbraio per licenze scadute e abusi edilizi, e un bando per la prossima estate mai decollato. Tra revoche, proteste e ricorsi, l'estate romana sarà più calda nelle aule dei tribunali piuttosto che sotto il sole di Ostia. 

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