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Ostia, pazienti paraplegici incatenati per protesta: "Noi ricoverati in struttura abbandonata"

Continua il depotenziamento lento e inesorabile del centro di viale Vega. L'allarme lanciato dalla sigla sindacale della Uil Fpl è stato raccolto e ripreso dal consigliere regionale Santori

Paraplegici incatenati davanti al Cpo di Ostia. E' questa la protesta dei miolesi del centro di viale Vega. Una struttura sempre più depotenziata con i pazienti sono spesso costretti a stare giornate intere a letto perché non c'è chi li aiuta a mettersi sulla sedia a rotelle.

Almeno una decina i pazienti-manifestanti che hanno sfidato il freddo per far sentire la loro voce. In testa al gruppo l'Associazione Mielolesi di Ostia (AMO), un gruppo di persone costrette in carrozzina a causa di una grave patologia, abbandonate dall'amministrazione regionale.

"Da anni denunciamo il sotto organico del centro di viale Vega", spiega in una nota Lucio Di Camillo, dirigente Uil Fpl che poi continua: "Nel turno di mattina gli infermieri sono costretti a lavorare al 50% della forza lavoro prevista con disagi per i pazienti, mentre il pomeriggio ci sono due unità in meno previste dalla legge. Oltretutto gli infermieri sono demansionati in quanto costretti ad effettuare lavori non previsti dal loro profilo professionale, e questo dipende dalla carenza di operatori socio-sanitari e ausiliari, scarsi nei turni diurni e completamente assenti nel turno notturno".

Negli anni nella struttura di Ostia, sono scomparsi servizi essenziali per i paraplegici tra cui il chirurgo plastico che operava all'interno della struttura, fondamentale per le piaghe da decubito.

Nel Cpo sono 24 i pazienti ricoverati. Al loro fianco anche Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio: "Manca il personale medico ed oggi non c'erano neanche i responsabili, prova del fatto che la struttura è in completo stato d'abbandono. Oltretutto il quarto piano dell'edificio continua ad essere chiuso, nonostante sia stato ristrutturato recentemente con l'impiego di centinaia di migliaia di euro". 

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"Questa condizione è inaccettabile. La Asl Roma D e la giunta Zingaretti hanno abbandonato l'ennesimo presidio importantissimo per le famiglie con un familiare affetto da gravi patologie. E' solo l'inizio di una battaglia dura e lunga che abbiamo deciso di intraprendere contro le ingiustizie e le iniquità di un'amministrazione che taglia i servizi e pensa a tutto, fuorché alla salute dei malati", conclude Santori. 

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