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Ostia, relazione Prefetto: "Tassone contiguo a Mafia Roma"

Il parlamentino di Ostia rischia lo scioglimento per mafia. L'ex presidente del X Municipio è stato arrestato nella secondo parte dell'inchiesta

Ostia rischia lo scioglimento per mafia e Alfonso Sabella è il candidato numero uno per essere il prossimo commissario del parlamentino lidense.

La relazione consegnata dal prefetto di Roma Franco Gabrielli al ministro dell'Interno Angelino Alfano è dura come un pugno nello stomaco: "Gli accertamenti svolti dal Ros danno atto di una rilevante contiguità tra il presidente del X Municipio Andrea Tassone e i sodali di Mafia Capitale, testimoniata da diverse intercettazioni telefoniche ed ambientali, raccolte soprattutto in relazione all'affidamento del servizio di verde pubblico", si legge. 

"Il tenore delle conversazioni evidenzia, oltre ad una indebita conoscenza - prosegue la relazione -, da parte delle cooperative aspiranti all'aggiudicazione, di notizie sulla gestione del servizio, il pesante condizionamento svolto da Buzzi ed i suoi accoliti sulla stazione appaltante per ottenere condizioni a loro favorevoli".

Tassone, eletto in quota Pd, è stato arrestato nella seconda tranche dell'inchiesta 'Mondo di mezzo'. Per il Municipio di Ostia Gabrielli ha chiesto lo scioglimento per mafia.

Le cointeressenze di Tassone con Mafia Capitale si sarebbero concretizzate soprattutto nell'appalto per la gestione del servizio di pulizia e manutenzione degli arenili di Castel Porziano, a Ostia. 

"Il percorso amministrativo seguito da questo appalto - si legge nella relazione - si incrocia, peraltro, con quanto già descritto in precedenza nel capitolo dedicato al Dipartimento Ambiente e Territorio, laddove si è riferito dell'atto di indirizzo adottato dall'assessore Estella Marino, su sollecitazione del dottor Gaetano Altamura, dirigente arrestato a giugno, che ha innalzato l'importo degli appalti da riservarsi alle cooperative sociali". 

"È a riscontro di tale atto infatti che il presidente Tassone, su pressione di Buzzi, rivendica la competenza del Municipio alla gestione degli arenili ed ottiene che l'assessorato capitolino gli destini la somma di euro 474.000, a fronte dei 680.000 da lui richiesti, poichè i restanti 206.000 dovevano servire per liquidare Roma Multiservizi Spa, cui comunque erano stati affidati a aprile 2014 i primi interventi di pulizia delle spiagge".
 

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