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Ostia: piante morte e lungomare sporco, il simbolo della campagna elettorale a 5 Stelle è già flop

Le prime piantumazioni sperimentali a Ostia ponente sono durate poco

L'essenze arboree prima e dopo

Due mesi. Tanto sono durate le essenze arboree piantate dal Movimento 5 Stelle ad Ostia e già morte. Senza contare la sabbia che invade il lungomare Duca Degli Abruzzi, le sedute ormai distrutte e corrose dalla salsedine e gli scheletri dei chioschi abbandonati che invadono il tratto di arenile. 

Il progetto del Movimento 5 Stelle da 250mila euro, per far rinascere il lungomare, per adesso è un flop. A decantarlo, in piena campagna elettorale, furono Virginia Raggi, e l'assessore all'Ambiente, Pinuccia Montanari. Il tratto interessato, di un chilometro circa dal Porto turistico fino a piazza Scipione l'Africano, dopo la presentazione in pompa magna pochi giorni prima del voto che poi ha portato alla vittoria di Giuliana Di Pillo, come presidente del X Municipio, al momento risulta però abbandonato. 

Il piano dovrebbe, condizionale d'obbligo, prevedere "il ripristino delle vele, lungo la pista ciclabile, che sono state tolte lasciando solo i pali, la riqualificazione delle panchine, il rifacimento della pavimentazione per restituire decoro a questo tratto di città e la piantumazione di nuove specie arbustive in coerenza con la macchia mediterranea" (qui la notizia completa).

E proprio sulle essenze arboree che è arrivato il primo inciampo. Le prime piantumazioni, "sperimentali" secondo l'Amministrazione, sono però durate ben poco. Le piante di rosmarino, lavanda, artemisia e mirto, sono diventate già secche ed ora si cerca di capire se ci sono possibili agenti di alterazione del terreno.

"La riqualificazione del verde sul Lungomare di Ostia è totalmente naufragata. Le cause potrebbero essere almeno due e debbono essere entrambe adeguatamente valutate. - commentano in una nota congiunta Monica Picca capogruppo di Fdi nel Municipio X e Piergiorgio Benvenuti presidente dell'Associazione ambientalista Ecoitaliasolidale - La prima ipotesi sono state scelte piante totalmente inadatte per il clima esistente nel Lido, la seconda potrebbe esser collegata all’inquinamento del mare, nello specchio d’acqua adiacente la foce del Tevere. Grave il primo caso, mentre nel secondo riteniamo si debbano effettuare rilievi sulla qualità dell'acqua".

Secondo il consigliere Franco De Donno di Laboratorio Civico X, invece si tratta di "uno spreco di denaro pubblico che di questi tempi non può essere perdonato. C'è bisogno di un progetto serio e duraturo che riqualifichi l'intero lungomare. Il futuro del litorale va pensato e costruito insieme".

"Lo spreco di soldi pubblici causato dall'incompetenza del M5S è ben rappresentato dallo stato attuale delle piante morte sul lungomare. Non è ammissibile commettere questi errori, quei soldi potevano essere utilizzati in mille altri modi per le tante criticità di questo territorio", incalza Luca Marsella, consigliere di CasaPound.

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