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Ostia, altro colpo di scena: Tar dà ragione a balneari. Stop ai varchi

I primi tre varchi erano stati aperti solo tre giorni fa alla presenza del sindaco Ignazio Marino e dell'assessore alla legalità Sabella

Ennesimo colpo di scena nella vicenda relativa i varchi al mare di Ostia. Il Tar del Lazio ha dato, per ora, ragione ai balneari dicendo di fatto "no" ai varchi sulle spiagge del mare di Roma. A commentare la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ci ha pensato il commissario del Pd di Ostia, il senatore Stefano Esposito su Twitter aggiungendo "strada legalità non è mai semplice". 

Dello stesso parere il Matteo Orfini: "La legalità è restituire il mare ai romani. Ed è quello che faremo. Con paziente determinazione". I primi tre varchi erano stati aperti solo martedì scorso alla presenza del sindaco Ignazio Marino e dell'assessore alla legalità Sabella: due ai lati della Rotonda di Ostia e uno al Marechiaro (qui il video). 

Il ricorso è stato portato avanti dalla società Turistica Srl, rappresentato e difeso dall'avvocato Adriano Tortora. La Sezione Seconda Tar, come si legge dal decreto, "esaminata la planimetria allegata alla convenzione 23 dicembre 2003 tra Comune di Roma e dante causa dell’odierna ricorrente (legittimata per licenza di sub ingresso), rilevato che in detta planimetria non è indicato alcun varco al mare e che quello individuato, secondo quanto riferito in sede di audizione, è costituito dagli ingressi dello stabilimento con un percorso che finisce direttamente nel ristorante di parte ricorrente" e rilevato altresì che "l’individuazione di varchi richiede di conseguenza un percorso procedimentale ben diverso da quello disposto con i provvedimenti impugnati" e "ritenuta l’assoluta gravità del danno" accoglie l’istanza cautelare.

Eppure l'avvocato che ha curato gli interessi dello stabilimento Shilling e del Marechiaro aveva annunciato battaglia: "Quereleremo Marino". Lo stesso Fabio Balini, gestore dello Shilling aveva urlato tutto il suo disappunto all'assessore Alfonso Sabella ad Ostia poco prima dell'apertura dei varchi ai lati della Rotonda (qui il video). 

"In particolare il giudice ha accolto i ricorsi dei due stabilimenti - commenta l'avvocato Tortora - . Ora abbiamo presentato una diffida con la quale invitiamo l'amministrazione capitolina di riconsegnarci le opere rimosse e chiudere gli accesi per scongiurare danni e pericoli", ha aggiunto l'avvocato. Resta fissata per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 6 maggio 2015.  

Lo stessa Sabella, però, non ci sta e rilancia: "Il Tar ha ribadito con una sua decisione non di sospendere i provvedimenti di apertura dei varchi, ma di ritenere le planimetrie insufficienti a individuare la loro localizzazione. Quelle planimetrie sia detto per inciso portano la firma dell'ing. Papagni, presidente di Assobalneari, ovvero dei concessionari degli stabilimenti.

La decisione non fa cambiare la nostra decisione di assicurare i diritti dei cittadini di accedere al mare - continua - . Nell'udienza, che il Tar ha fissato per il 6 maggio, dimostreremo come in realtà i varchi fossero individuabili attraverso precedenti atti amministrativi. Laddove comunque dovessero persistere dei dubbi indicheremo la localizzazione, se sarà possibile farlo con rapidi percorsi condivisi bene. Altrimenti sapremo indicare le aree per i varchi più consone all'attuale situazione del litorale e di maggiore interesse pubblico". Vedremo cosa accadrà alle "ruspe della legalità".

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