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Il caso della caserma dei vigili di Ostia non è "solo" un fatto economico: è questione di vita o di morte

Negli ultimi anni sono almeno 25 i vigli che si sono ammalati di tumore nel X Municipio. I casi potrebbero essere riconducibili ad una mancata bonifica del terreno in cui ora sorge la caserma

Francesco, Armando, Fausto. Ma anche Pietro, Giuseppe, Lucia. Persone. Uomini e donne che non ci sono più. Morti, tutti negli ultimi anni, perché si sono ammalati facendo il loro lavoro. Qualcuno era impiegato, altri erano in strada. Tutti erano agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del X Gruppo Mare. 

L'aumento di malati oncologici  

Il numero di malati oncologici all'interno della caserma di Ostia è in aumento. Nel solo 2017 si sono registrati presso il X Mare sette nuovi casi di tumore, mentre nello stesso arco temporale in tutto il restante Corpo di Roma si sono registrati "solo" sei casi. Questo significa che in un anno si sono ammalate 7 persone su 230 nel X Mare, e 6 persone su 5600 componenti di tutto il restante Corpo.

Numeri che destano più di un allarme se si pensa al quadro generale. Dati messi insieme dall'iniziativa dei sindacati e non ufficiali perché, al momento, né il Comune e né il Comando della Polizia Locale hanno istituito un registro dei tumori. Come mai il numero di vigili affetti da tumore è aumentato negli ultimi anni?

La caserma della Polizia Locale in un ex discarica 

E' quello che stanno cercando di capire gli agenti di Ostia supportati dalle sigle sindacali. Bisogna però far un passo indietro. Tra il 2002 e il 2003, lo sgombero delle così dette 'case gialle' di via Capo delle Armi libera lo spazio: qui, dal 2005, ha sede il comando dei vigili del litorale che, in precedenza, aveva base in un edificio pubblico, un piano dell'ex Vittorio Emanuele.

In quell'area di via Capo delle Armi, occupata per un decennio, giacevano, tra le altre, anche cumuli di rifiuti, calcinacci, pneumatici e carcasse di elettrodomestici e televisori. A distanza di una manciata di civici dalle 'case gialle'  anche un istituto scolastico, con la preside del plesso scolastico di via Capo d'Armi nel novembre 2002, in una nota si rivolse alla Asl e al Campidoglio: 

"La zona verde del complesso è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto che oltre a provocare un degrado ambientale e igienico-sanitario pericoloso compromette tutto il lavoro educativo e formativo della scuola poiché costringe bambini e operatori ad una convivenza così intollerabile".

E poi ci sono i documenti, che RomaToday ha potuto visionare: richieste di bonifiche mai realmente effettuate, solo una rimozione di rifiuti. Insomma una discarica a cielo aperto, mai risanata, dove dal 2005 è diventata operativa la caserma della Polizia Locale di proprieta di un privato, con affitto a carico del Campidoglio di circa 1 milione di euro l'anno: conto totale, ad oggi, di oltre 14 milioni di euro di soldi pubblici versati. 

Il 2014 è l'anno della svolta

Qualcosa non torna e si muovono i sindacati. La domanda è semplice, quanto banale: perché la Polizia Locale  ha lasciato a suo tempo un immobile comunale e gratuito, per un altro privato e costoso? Attraverso l'iniziativa della Cisl Fp (qui l'articolo), dal 2014, si apre il vaso di pandora.

I documenti che emergono rilevano "nella maniera più oggettiva e documentata possibile", secondo la Cisl, "una criticità potenzialmente incidente sugli aspetti sanitari e di salute" dei lavoratori del plesso di via capo delle Armi, oltre che della popolazione residente nelle immediate vicinanze.

Difatti, dal 2014, il comando del X Mare è stato interessato da una mole crescente, soprattutto tra il personale femminile, di tumori. Il Comando di Roma, sollecitato, ha autorizzato rilievi concernenti l'elettromagnetismo stante la presenza, nelle vicinanze, di una postazione Acea. Esami che hanno dato esito negativo. 

I sindacati chiedono l'analisi del terreno della caserma

Al tempo stesso si è iniziato a valutare che, fattori potenzialmente patogeni, potessero effettivamente essere presenti e non necessariamente essere connessi alle onde elettromagnetiche ma a connessi a quel terreno mai realmente bonificato. La Cisl, più volte, ha chiesto al Comune e al Comando analisi di carotaggio del terreno. Le richieste, da Ostia, però sono sempre state rimandate al mittente. Basta l'analisi sull'elettromagnetismo, il Comando di Roma fa muro.

Dal 2014 sono almeno 25 i vigli che si sono ammalati di tumore (seno, tiroide e pancreas e più frequenti) nel X Municipio. Un numero così alto che non può non far rumore. Adesso la questione della caserma di Ostia non è "solo" un fatto economico. Adesso si parla di vita o di morte.

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