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Ostia: baracche e discariche a Castel Fusano, così si alimentano gli incendi in pineta

Le pineta di Castel Fusano è abbandonata. Male anche le altre aree verdi. Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere del X municipio si attiva per la valorizzazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano

E' allarme rosso per la situazione che riguarda la pineta di Castel Fusano di Ostia. Baracche, sterpaglie e discariche e cielo aperto stanno alimentando il fenomeno degli incendi che, negli ultimi giorni, ha colpito il polmone verde del litorale. Fuoco e fiamme che, però, hanno interessato anche le zona di Acilia e la pineta delle Acque Rosse, facente parte della Riserva Naturale del Litorale Romano. Gli interventi dei Vigili del Fuoco, supportati dalla Protezione Civile con elicotteri e canadair, ormai non si contano più. 

Gli incendi ad Ostia tra giugno e luglio

La pineta di Castel Fusano, nel frattempo, continua a bruciare. Ancora non siamo ai livelli del vasto rogo che nel luglio 2000 distrusse 300 ettari (su 1.160 di estensione totale) di bosco secolare, ma l'allerta resta alta. Ad inaugurare la stagione è stato un rogo del 12 giugno scorso.

Sei giorni dopo e lo scenario si è ripetuto, ancora a Castel Fusano, e nel pomeriggio anche all'Acque Rosse. Domenica, infine, l'ultimo episodio. Senza poi dimenticare i roghi anche a Dragona e ad Acilia. Sull'origine dolosa o accidentale degli incendi stanno indagando le forze dell'ordine.

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Baracche e discariche a cielo aperto a Castel Fusano

Fiamme che, nel maggior parte dei casi, trovano sfogo sfruttando il degrado. Tra baracche, discariche e sterpaglie, Castel Fusano è la fotografia simbolo delle aree verdi abbandonate. La manutenzione e tutela del parco urbano spettano al Comune di Roma.

Nel frattempo la vasca nella pineta di Ostia, stata inaugurata nel 2005, per rifornire di acqua elicotteri e autobotti in caso di incendio è diventata una discarica. Al posto dell'acqua, si possono trovare da anni frigoriferi, televisori e materassi. All'interno di Castel Fusano, invece, fioccano baracche e rifugi di fortuna. Da contorno, incivili, lasciano sul prato, ormai marrone, i resti dei loro pic-nic.

M5s: "Salveremo Villa di Plinio"

Insomma la situazione è grave. All'interno della pineta di Castel Fusano, inoltre, ci sono sono veri e propri tesori abbandonati come la Villa di Plinio, un importantissimo sito archeologico che non è nemmeno presente nelle piantine del parco. L'area archeologica si trova tra via degli Atlantici e via della Villa di Plinio, ma è nascosta tra la folta vegetazione e già riuscire ad accedervi di per se stesso è un'avventura.

Non ci sono controlli di alcun tipo, l'unico cartello presente è quello con la pianta del Parco Urbano Pineta di Castel Fusano e la zona è tristemente nota per essere caduta in mano ai cosiddetti 'tombaroli', che alimentano il traffico del mercato nero dei reperti antico-romani.

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"Nel 2007 vennero stanziati ben 500mila euro da parte dell'allora assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma, che sarebbero dovuto essere impiegate per la messa in sicurezza del sito mediante la creazione e fruizione di inediti percorsi turistici guidati. - ha detto in una nota la Presidente della Commissione capitolina Turismo, Moda e Relazioni Internazionali Carola Penna (M5S) - Progetti caduti nel nulla. E' pertanto ferma intenzione della nostra amministrazione quella di procedere spediti verso la tutela e la valorizzazione della storica Villa di epoca romana, attivando un percorso virtuoso di manutenzione contro il degrado che attualmente la attanaglia e un monitoraggio costante della situazione".

I residenti si organizzano per salvare la Riserva Naturale del Litorale Romano

Se la politica, almeno a parole, prova a muove i primi passi, i residenti sono più determinati che mai per ridare linfa alle "loro" aree verdi. Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere dell'Entroterra del X Municipio ha recentemente inviato una lettera al Commissario ad acta e all'Ente Gestore della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano al fine di chiedere un incontro "urgente finalizzato a evidenziare lo stato di degrado in cui riversano le aree di riserva che rientrano nell'entroterra messe in evidenza in  occasione di una manifestazione organizzata dal coordinamento proprio per dare risalto a questa grave situazione".

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"La tutela delle risorse ambientali è uno dei temi di grande attenzione del Coordinamento che su questo argomento ha avviato da tempo uno specifico tavolo di lavoro denominato 'Valorizzazione risorse del territorio'. - si legge in una nota del gruppo dei residenti - Al di là quindi della segnalazione specifica per un intervento dell'Ente Gestore, l'incontro con il Commissario sarà occasione per capire lo stato di definizione e approvazione del piano di gestione e il relativo regolamento il cui ritardo compromette la destinazione d’uso del territorio e la Riserva stessa, nello spirito di avviare sin da subito soluzioni partecipate e sostenibili, che consentano di tutelare e valorizzare l'immenso patrimonio storico archeologico naturalistico di questi luoghi".

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