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Ostia, "che vergogna la censura": non si placano le proteste per il murales

Contestata la decisione di far modificare il murales dedicato alla lotta alla mafia, eliminando "i volti dei vivi". Striscioni sul cavalcavia e davanti la stazione di Lido Nord

La nuova versione del murales realizzato fuori la stazione di Ostia Lido Nord continua ad accendere gli animi. Nella mattinata di domenica 21 luglio, sul cavalcavia pedonale che sovrasta l'Ostiense, ha fatto la comparsa uno striscione.

Un messaggio rivolto ai romani

"Che vergogna la censura, Angeli vanto di Ostia" hanno letto gli automobilisti che, nella calda giornata di domenica, hanno scelto la via Ostiense per raggiungere le spiagge lidensi. Un messaggio chiaro, con un riferimento piuttosto esplicito alle modifiche apportate al murales disegnato sulla stazione.

I volti tornano sui muri della stazione

Quelle foglie verdi, con cui sono stati coperti i volti dei "vivi" che erano stati rappresentati da Lucamaleonte, restano al loro posto. Anche perchè "sono un monito per chi pensa che l'arte urbana sia servile decorazione" avevano ricordato gli attivisti dell'associazione a.DNA. Ma i visi, sotto la vernice verde, sono ricomparsi in uno striscione. Una decina di cittadini, fuori la stazione di Ostia , hanno inscenato così la loro protesta. Il viso della giornalista Federica Angeli è così tornato, insieme a quello di  Manuel Bortuzzo, sui muri della Roma Lido.

L'intervento di Zingaretti

La decisione di modifcare il murales, chiesta innanzitutto da Casapound e poi avvallata dal M5s municipale, è stata oggetto di una forte contestazione. Anche il presidente Zingaretti è intervenuto sulla vicenda. Lo ha fatto sottolineando che  "quanto avvenuto ad Ostia è una vergogna" ed è "l'ennesima ferita inflitta, questa volta addirittura dalle istituzioni, a tutte quelle persone che ogni giorno lottano contro il potere delle mafie". In aggiunta il governatore ha promesso che metterà a disposizione un immobile della Regione per "dare ospitalità al murales contro la mafia censurato dal Municipio".

La replica di Casapound

L'intervento di Zingaretti, ha suscitato però le reazioni del consigliere municipale Luca Marsella, capogruppo di Casapound ad Ostia. "La lotta alla mafia non c'entra nulla - ha spiegato il leader municipale dei fascisti del terzo millennio -  Quello che ho contestato è stato un finanziamento pubblico di 50mila euro per la realizzazione di un dipinto con i volti della sinistra di Ostia che nulla c'entra con l'antimafia. Anzi, se ci sarà un murales contro la mafia ad Ostia – ha poi rilanciato Marsella -  i volti dovrebbero essere quelli dei cittadini che ancora pagano le conseguenze di un disastroso commissariamento per mafia causato dall'ex presidente del municipio, arrestato e poi condannato a 5 anni, che apparteneva al partito di cui Zingaretti segretario".  

L'eco della vicenda

A distanza di ormai una settimana dalla sua realizzazione, il murales di Ostia continua dunque ad alimentare il dibattito politico. Ed a riempire le pagine dei giornali. A questo punto se l'obiettivo dei vari protagonisti era di non far calare il sipario sulla lotta alla mafia, bisogna riconoscere che ci stanno riuscendo.

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