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Ostia, associazioni antimafia restituiscono spiaggia: "Bando anomalo"

"Motivo della restituzione della spiaggia dopo un anno - commentano Uisp, Libera e Le Grand Coureur - è l'avvenuta scoperta improvvisa di una determina del 2010, omessa in sede di bando e di firma della convenzione"

La gestione delle spiagge, ad Ostia, non conosce pace. L'ATI composta da Uisp Roma, Libera Contro le Mafie e Le Grand Coureur restituisce l'ex spiaggia Amanusa al Comue di Roma, dopo un anno, comunicando la nullità della convenzione per "violazione di norme imperative", quindi "l'irregolarità del bando per l'assegnazione dei servizi connessi alla balneazione", e riconsegnano le aree e i manufatti.

SPIAGGIA INAUGURATA UN ANNO FA - La spiaggia è quella inaugurata il 29 aprile 2015, alla presenza dell'allora assessore alla legalità Alfonso Sabella e di recente simbolicamente occupata da CasaPound per denunciare "irregolarità".‬

A spiegare le motivazioni è la stessa Libera con una lettera inviata al prefetto Francesco Paolo Tronca Commissario Straordinario del Comune di Roma, al dottor Ugo Taucer Sub-Commissario Referente per il Municipio Roma X, al prefetto Domenico Vulpiani Commissione Straordinaria Municipio X e all'Architetto Cinzia Esposito nonché Direttore del Municipio X. 

LE MOTIVAZIONI - A un anno dall'inaugurazione della Spiaggia Libera SPQR, si riscrive un altro capitolo oscuro in un luogo, Ostia, dove il mare è diventato troppe volte oggetto di illegalità.

"Motivo della restituzione della spiaggia – commentano le associazioni antimafia – la avvenuta scoperta improvvisa di una determina del 2010, omessa in sede di bando e di firma della convenzione, che chiedeva ai precedenti gestori di abbattere il chiosco/bar in quanto abusivo, ovvero la struttura oggi presente in spiaggia. Scoperta ancora più sorprendente visto che lo stesso Municipio con lettera protocollata, aveva comunicato in data 18 Marzo 2015 l'esatto contrario: che la struttura era parte della dotazione della spiaggia e regolarmente utilizzabile ai fini di una migliore erogazione dei servizi. La determina del 2010 è un atto totalmente sconosciuto alla Uisp, Libera e Le Gran Coureur".

COLPA DEL X MUNICIPIO - "Un documento reso noto dal Municipio all'ATI non in sede di bando, né tanto meno di firma della convenzione con lo stesso X Municipio, ma solo in data 30 Marzo 2016 a seguito di un esposto presentato dall'ATI affidataria alla Procura di Roma. L'emergere oggi di tale determina, rende di fatto nullo il bando e la convenzione stessa. - si legge ancora - Ancora una volta tante ombre avvolgono il X Municipio con documenti sconosciuti che improvvisamente ricompaiono in precisi momenti. Del resto il fatto che questi documenti appaiano oggi non è casuale: a ridosso dell'apertura della stagione balneare, mettendo in crisi un progetto, sotto il profilo economico e di immagine per le associazioni affidatarie della spiaggia". 

PASSO INDIETRO - "Il nostro impegno – concludono Uisp e Libera, Le Gran Coureur – su quel tratto di arenile viveva per la realizzazione di un progetto con precise caratteristiche. Oggi mancano le condizioni per realizzarlo e invano abbiamo sperato in un segnale di discontinuità che oggi scopriamo mai decollato. Il municipio è responsabile della situazione e per questo che in data 22 aprile riconsegneremo all'Amministrazione, un anno prima della fine della nostra convenzione, le aree e manufatti, al fine di consentire il libero accesso in spiaggia dei cittadini e l'organizzazione del relativo servizio a cura e spese della medesima Amministrazione comunale. Lo facciamo restituendo una spiaggia in condizioni fisiche migliori di come l'abbiamo trovata. Abbiamo fatto emergere le sue criticità, così come sta emergendo la sua reale condizione amministrativa. Il bando che ha generato l'attuale condizione era frutto di errori e omissioni su cui indagherà la Procura".

LE REAZIONI - Immediate le reazioni. Il senatore Stefano Esposito sulle proprie pagine social tuona: "Quest'anno ad ‪Ostia spiaggia SPQR, gestita da uisp e Libera, non aprirà. Ad Ostia l'illegalità è più forte della legalità #tanaliberatutti".

Non ci sta CasaPound che replica: "Chiediamo le immediate scuse di tutto il Pd che per la nostra azione di denuncia ci avevano lanciato accuse pesanti accostando CasaPound alla mafia. Ecco gli interessi di cui parlavamo. Giù le mani del Pd dalle spiagge. La verità viene sempre a galla". 


 

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