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Ostia: lavoratori Ma.Ca. senza stipendio occupano tetto ospedale Grassi

Il Cobas Asl Rm3 esprime solidarietà e appoggio alla lotta delle lavoratrici: "Forse in Regione, e non solo, c'è qualcuno che sta cercando di buttarla in 'caciara' per andare in proroga con il contratto con la Ma.Ca."

Continua la protesta della cinquata lavoratrici Ma.Ca., azienda che si occupa delle pulizie di strutture sanitarie. Ieri mattina le donne che aspettano ancora gli stipendi arretrati hanno occupato il tetto dell'ospedale Grassi di Ostia per protesta.

Con loro i sindacato Ugl e il Cobas Asl Rm3 che ha espresso solidarietà e appoggio alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori: "Forse in Regione, e non solo, c'è qualcuno che sta cercando di buttarla in 'caciara' per andare in proroga con il contratto con la Ma.Ca.? Sia chiaro, nessun "accordo" con Società e Cooperative che hanno calpestato diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori"

Sulla vicenda è intervenuto anche Luca Marsella di CasaPound, movimento che sta sostenendo da settimane la protesta: "I lavoratori si sentono presi in giro dai giochi di potere che probabilmente vedono complici Asl e sindacati di sinistra. Le promesse dei dirigenti Asl non sono state infatti mantenute ed i lavoratori sono esasperati".

Anche i delegati degli appalti di pulizia e sanificazione dell'Ospedale Sandro Pertini organizzati con l'Unione Sindacale di Base della Federazione Provinciale di Roma, esprimono la loro solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell'ospedale Grassi di Ostia che hanno manifestato il loro disagio per il mancato pagamento degli stipendi salendo sui tetti dell'ospedale.

"La vostra lotta è la nostra lotta - si spiega - quella stessa lotta che ci ha visto poco più di un mese fa scioperare e arrampicarci sui tetti dell'ospedale Sandro Pertini per gridare con forza le vostre stesse rivendicazioni, stipendi non pagati e comunque ormai regolarmente saldati in ritardo nel silenzio assordante della Regione Lazio e del Presidente Zingaretti e chiedendo un immediato intervento da parte della Asl di competenza nei confronti della società MA.CA".

E poi "non c'è più tempo per aspettare e la dimostrazione dei lavoratori di oggi ne è l'ennesimo esempio. Le Direzioni delle ASL ma soprattutto la Regione Lazio devono intervenire immediatamente per garantire che il diritto al salario, e alla sicurezza nei luoghi di lavoro vengano garantiti e che le condizioni di lavoro tornino ad essere quelle di un paese civile".

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Dopo una lunga trattativa con l'Asl gli occupanti sono poi scesi dal tetto ottenendo, per iscritto, nuove garanzie sul pagamento degli stipendi che dovrebbero essere pagati in una settimana altrimenti saranno pronti ad altre azioni di protesta.

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