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Ostia, trasparenza spiagge: ecco quanto pagano i gestori degli stabilimenti

Sono 71 le concessioni demaniali sui quindici chilometri di costa del litorale romano. Ci sono anche le concessioni scadute e quelle che scadranno nel 2020. Già alcuni stabilimenti sono stati oggetto di controlli negli ultimi mesi

Il tema spiagge continua a tenere banco ad Ostia. Se il 2015 si era chiuso con stabilimenti sequestrati e dissequestrati, l'anno nuovo si è aperto con una misura di trasparenza adottata da Roma Capitale. Sono state pubblicate sul sito ufficiale del Comune, infatti, le concessioni demaniali ricadenti sul territorio.

Settantuno le concessioni demaniali totali sui quindici chilometri di costa lidense. Nella tabella pubblicata vengono riportati i titolari delle concessioni, le proroghe e le scadenze ma anche superfici coperte e scoperte.

Inoltre pure il conteggio del canone demaniale dovuto per l'anno 2015. Ci sono anche le concessioni scadute e le concessioni che scadranno nel 2020. Il tutto consultabile qui.

"Devo constatare con soddisfazione che i commissari prefettizi hanno intrapreso la strada della trasparenza. - ha commentato Giovanni Zannola del Pd di Ostia - Soltanto lo scorso novembre avevo proposto di digitalizzare e pubblicare online le concessioni. Ora bisogna osare di più: visto il particolare momento storico e la sensibilità che si è sviluppata rispetto al tema della gestione delle spiagge, sarebbe auspicabile che i cittadini fossero messi nelle condizioni di accedere più facilmente alla relativa documentazione, planimetrie e atti autorizzativi compresi. La stessa procedura di trasparenza, a mio avviso, dovrebbe poi essere estesa a tutte le concessioni pubbliche: servizi, punti verde e impianti sportivi".

Contenti anche i Radicali Maria Laura Turco e Paolo Izzo: "A novembre abbiamo raccolto a Ostia, anche con l'associazione Mare Libero, le firme di 130 cittadini su una petizione per la pubblicazione di questi dati. Non ottenuta risposta, il 23 dicembre abbiamo inoltrato una diffida al Comune di Roma a provvedere subito, facendo presente che la pubblicazione di quei dati è un obbligo scaturente dall'art. 5 della legge regionale numero 8/2015 e che la mancata pubblicazione prevede la sanzione della preclusione all'accesso delle agevolazioni finanziarie regionali, palesando quindi la possibilità di presentare noi una richiesta di danno erariale. 13 giorni dopo ecco l'adempimento da parte del Comune di Roma: segno che se si richiama ognuno alle proprie responsabilità, qualcosa accade". 

"Ora si va avanti - concludono i Radicali - tutti i cittadini potranno controllare la corrispondenza tra quanto costruito sulla spiaggia e quanto autorizzato con la planimetria allegata alla concessione, verificando se la planimetria riporta - come dovrebbe - la stessa data e timbro della concessione alla quale è allegata. I cittadini potranno verificare a quale prezzo il bene demaniale è stato dato in concessione e anche se gli stabilimenti occupano l'area effettivamente concessa loro o se si sono "allargati", "rubando" alle spiagge libere".


 

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