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Circo senza animali, il ruggito dell'Ente Nazionale: "5 Stelle ridicoli. A Ostia ci sono problemi più seri"

L'Ente Nazionale Circhi: "5 Stelle ridicoli. A Ostia ci sono problemi più seri. Dovrebbero quanto meno vergognarsi visto che ignorano bellamente che una legge"

E' scontro tra l'Ente Nazionale Circhi e il Movimento 5 Stelle in merito la questione relativa alla presenza di animali negli spettacoli circensi. I pentastellati, che hanno promesso un documento per favorire gli eventi senza animali, sono finiti nel mirino di Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi: "E' uno spettacolo desolante quello che sta offrendo il Movimento 5 stelle del X Municipio. Viene annunciata per oggi nell'aula consiliare la presentazione di un atto per dire basta ai circhi con animali. Tali amministratori sarebbero da seppellire con una risata. Ma c'è poco da ridere perché anziché occuparsi dei reali problemi di Ostia, alcuni dei quali seri, anzi serissimi, rimbalzati spesso e volentieri anche agli onori delle cronache con svariati servizi televisivi, questi signori si occupano degli spettacoli circensi".

La nota continua: "Il gruppo consiliare 5 stelle - evidentemente lontano anni luce dalla realtà - giudica una "barbarie" la partecipazione di animali nati in cattività da generazioni, e dunque che trovano nell'ambiente nel quale sono cresciuti il loro habitat familiare, agli spettacoli. Chiedono di "intensificare i controlli" quando i circhi sono le attività con animali più controllate in assoluto, perché ad ogni cambio di città scattano le "visite" dei veterinari dell'Asl e spesso anche quelli della Forestale e di ogni altro organismo preposto. Come se ad Ostia ci fossero solo e soprattutto i circhi da tenere d'occhio". 

Quindi un ulteriore attacco: "Costoro non si rendono conto, forse, che per ragioni elettorali, cioè per inseguire il fanatismo animalista (che comunque nelle urne non ha mai pagato) rischiano il ridicolo. Ma questa volta il limite della decenza è stato ampiamente superato perché si arriva alla intimidazione nei confronti di "coloro che danno in locazione aree private consentendo ai circhi di superare la mancata disponibilità di aree pubbliche". E' una logica da sceriffi (e d'altra parte le stelle non mancano), inaccettabile in una democrazia, che fa a pugni con la Costituzione della Repubblica italiana: 'I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione…'. Una legge vigente dello Stato, la n. 337 del 1968, prevede che i Comuni mettano a disposizione aree per l'attività dei circhi. Se non lo fanno per inadempienza o per qualsiasi altro motivo, i circhi - che hanno comunque il diritto ad esercitare una attività normata dallo Stato - sono liberissimi di allestire i loro chapiteaux su aree private", aggiunge Buccioni.

"Anzi, sono costretti a farlo quando, purtroppo, i Comuni non hanno adempiuto ai doveri di legge. Questa è la sostanza del problema, che evidentemente dalla campana di vetro sotto alla quale vivono i 5 stelle del X Municipio, non conoscono. E per questo motivo dovrebbero quanto meno vergognarsi visto che ignorano bellamente che una legge, non di ieri o di qualche anno fa, ma di oltre mezzo secolo addietro, imponeva la predisposizione di aree degne di questo nome e un regolamento per disciplinarne la fruizione, che invece non esistono non solo ad Ostia ma nemmeno a Roma. Ribadisco: stiamo parlando di aree attese dal 10 ottobre 1968. - conclude il presidente Ente Nazionale Circhi - Da ultimo, l'impegno che lo stesso partito intende profondere nel catechizzare gli ostiensi ("attraverso eventi, conferenze, comunicati stampa e altre forme mediatiche") per "favorire la fruizione di spettacoli circensi che non fanno uso di animali", tradisce una visione totalitaria, centralista, dirigista, statalista (ma non è lo stesso movimento che era nato per difendere i cittadini?), perché fino a prova contraria ogni cittadino è libero di decidere se andare a teatro, al circo, al cinema o da qualunque altra parte, senza che sia il Municipio a dettare legge nella sfera delle scelte private".

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