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Ostia, caos sulle ronde in spiaggia: "E' giustizia fai da te". Casapound: "Siamo stati applauditi"

Marsella, leader dei fascisti del terzo millennio ad Ostia, festeggia sui social. La sinistra si indegna. Il M5S: "Basta ronde ad Ostia"

Luca Marsella, consigliere di CasaPound nel X Municipio, parla con un ambulante

Fioccano le polemiche ad Ostia per le ronde "scaccia abusivi" di CasaPound ad Ostia. Un anno dopo i fascisti del terzo millennio hanno allontanato, ancora, chi vendeva cibo in spiaggia. Un scena che ha fatto il paio con quella già vista a luglio 2017. Questa volta il blitz, con tanto di video su Facebook, è stato portato avanti da una ventina di militanti guidati dal consigliere del X Municipio di Roma, Luca Marsella

CasaPound, che alle elezioni del novembre scorso ha poi ottenuto un sorprendente 9%, ha goduto, ancora, della eco mediatica della vicenda. Tanti i messaggi di indignazione anche se Marsella rivendica l'episodio di sabato: "I venditori come ci vedevano fuggivano. Il nemico numero uno del business e della criminalità che c'è dietro questi disperati è CasaPound". Poi ancora: "Abbiamo ricevuto solo applausi e strette di mano dai romani. I contestatori, i buonisti, gli antifascisti ormai esistono solo sui social network. Lontani dal popolo, lontani dalla realtà. Dall'anno scorso qui non è cambiato".

Insomma per i 'neri' di Ostia è stata una vittoria. Tante le domande, lecite, che però bisogna porsi. I fascisti del litorale hanno chiesto al venditore di cocco allontanano di favorire licenza e documenti? Se sì, a quale titolo? Insomma, chi ha dato il permesso a Casapound ad allontanare una persona dalla spiaggia, ossia un luogo pubblico?

Domanda che si pongono anche i Giovani Democratici del X Municipio che attaccano: "Le ronde di CasaPound sono un atto pericoloso da non sottovalutare. Proporre la giustizia "fai da te" in un territorio profondamente vessato dalla criminalità organizzata è profondamente irresponsabile. È inaccettabile infatti che sul nostro territorio possa essere passato un messaggio così contrario allo Stato. Andrebbe infatti spiegato ai protagonisti della vicenda, che quando gli conviene si definiscono patriottici, che a nessun cittadino in quanto tale è concesso l'utilizzo della forza il cui monopolio è affidato alla Repubblica Italiana ed ai suoi rappresentanti. La politica deve fare quadrato intorno alle Istituzioni, difendendone l'autorità delegittimando ogni organizzazione e ogni comportamento parastatale che minacciano la nostra Repubblica". 

casapound abusivi-2

Accuse che arrivano anche da Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma deputato LeU: "Casapound ha compiuto l'ennesimo atto vigliacco, contro chi per mangiare è costretto a sudare 10-12 ore di lavoro lungo le nostre spiagge per racimolare qualche euro con le vendite ai bagnanti. Sono in deficit di visibilità in un contesto politico dove dal governo ogni giorno si scagliano le paure e i disagi sociali contro i migranti. La banda di vigliacchi di Casapound di Ostia aggredisce i più deboli, invece che affrontare l'illegalità dei più forti, la criminalità organizzata del litorale con la quale alcuni di loro intrattengono relazioni amichevoli". 

Quindi l'appello: "La Sindaca e la Presidente di Municipio denuncino al prefetto quanto accaduto. Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, nonostante il suo orientamento, intervenga per riaffermare che la funzione dei controlli la svolgono le istituzioni preposte".

Nella serata di domenica è arrivato anche il messaggio del minisindaca di Ostia, Giuliana Di Pillo: "Il controllo dell'abusivismo commerciale sulle spiagge rientra nei compiti delle Forze dell'Ordine e solo a loro spetta il sanzionamento e l'allontanamento". Secondo la presidente a 5 Stelle ciò che è successo sulle spiagge libere del Comune, ai venditori ambulanti, "che pur non dovrebbero esserci", non rientra "nelle norme e nel rispetto delle normative vigenti".

"Nessuno pensi attraverso 'ronde' improvvisate, di poter intimidire chiunque, tanto meno se rappresenta le istituzioni come consigliere. Il dovere civico di ogni cittadino è quello di segnalare e non quello di organizzare "Blitz fai da te". Spero che atteggiamenti di questo tipo non si ripetano più sul nostro litorale e condanniamo fermamente chi fa uso di questi comportamenti che lasciano interdetti tutti coloro che si rifanno ad un più consono rispetto delle regole".

Ostia, dopo la bufera per lo spot con la citazione alla testata di Roberto Spada, è scenario di altre polemiche. Per i fatti dell'estate 2017 i militanti di CasaPound furono indagati per "violenza privata" e "manifestazione non autorizzata".

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