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Il servizio funziona, ma l'Asl lo chiude: l'Anffas Ostia rischia la chiusura

Dal 31 ottobre l'Asl Roma D ha dato mandato di interrompere il servizio autismo. L'Anffas sarà costretta a sospendere le cure a 30 bambini, ma non solo: "Se non verranno saldati i debiti l'associazione rischia la chiusura"

Matteo Scarlino15 settembre 2010
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Immaginate un servizio all'avanguardia, che supera 14 controlli in 3 anni che ne certificano l'efficacia, capace di dare speranza a decine di famiglie di bambini autistici e di dare lavoro a decine di operatori. Immaginate poi un provvedimento amministrativo, un foglio, con il quale tutto questo, e molto altro, in un solo colpo viene spazzato via.

E' quello che sta accadendo ad Ostia, all'associazione Anffas Onlus, dove dal 31 ottobre, per ordine dell'Asl Roma D dovranno essere dimessi 30 bambini autistici in cura da anni con una una terapia riabilitativa di tipo comportamentale di 10 ore settimanali. Un metodo tra i più avanzati al mondo ed utilizzato nel centronord Italia sono da Anffas Ostia.

LA STORIA - Una vicenda che sa di beffa per un'associazione che dal 2007 è in lotta con la Regione per vedere riconosciute nel budget ordinario prestazioni che per qualche sconosciuto motivo continuano a rimanere fuori.

Tutto ha inizio nel giugno del 2007, quando viene approvato il piano di rientro finanziario del sistema sanitario. Per un'errore della Regione vengono messi a bilancio per l'Anffas 450.000 euro in meno. "L'errore", spiega il direttore generale Stefano Galloni " è stato riconosciuto immediatamente dalla Regione stessa tant'è che per il bilancio 2007 l'ammanco è stato direttamente coperto dalla Pisana.

Nel 2008 e 2009 l'accreditamento è divenuto onere dell'Asl Roma D. Per l'Anffas sono stati messi a bilancio 1.614.000 euro anziché i previsti 2.162.921 euro. Più volte è stata fatta richiesta di colmare tale gap e più volte la Regione ha assicurato assestamenti di bilancio atti ad erogare i fondi necessari a proseguire il servizio.

LA PROMESSA NON MANTENUTA - La vicenda raggiunge un punto critico nel 2008 quando il servizio, per la mancanza di tali fondi, è stato chiuso. Il 12 gennaio 2009 la Regione si impegna pubblicamente a coprire l'extrabudget e il servizio riprende normalmente. Quella promessa però ad oggi non è mai stata mantenuta.

DA SETTEMBRE 2009 - A questa vicenda si aggiunge la beffa che da settembre 2009 Anffas non vede pagate le proprie prestazioni per il servizio autismo regolarmente erogate e regolarmente stanziate a bilancio. Un fatto quest'ultimo che mette a rischio l'esistenza stessa dell'Anffas che, se non interverranno dei cambiamenti, a fine settembre rischia di veder cessate tutte le proprie attività.

Gli effetti? Quattrocentocinquanta utenti che resteranno senza assistenza. Duecento lavoratori senza posto di lavoro, una ventina di fornitori in bianco e la fine della speranza di essere accolti presso una delle strutture dell'associazione per 300 utenti in lista d'attesa.

LA MOBILITAZIONE DEGLI ONESTI - Una situazione tale che ad Ostia è già partita quella che il Direttore Generale di Anffas Ostia Stefano Galloni, non fa fatica a chiamare "la mobilitazione degli onesti". Per ora famiglie, dirigenti e operatori dell'associazione stanno manifestando il loro dissenso inondando di fax di protesta la Regione. "Non è che l'inizio", spiega però Galloni. "Siamo pronti a tutto pur di salvare questo servizio e di veder riconosciute le nostre ragioni".

Come detto Anffas attende da settembre 2009, il pagamento di 700.000 euro per il servizio autismo da parte dell'Asl. "Da allora ad oggi", spiega Galloni, "si è andati avanti anticipando fatture, chiedendo aiuto alle banche e con i fondi dei soci". Il tutto nonostante i fondi del servizio sanitario siano stati tagliati del 12% negli ultimi mesi e un modello di gestione, quello dell' Anffas, sia tra i più ottimizzati della zona.

"Oggi però siamo arrivati al punto che, se quei soldi non ci vengono versati, a rischio ci sono tutti i servizi erogati da Anffas Ostia". Una situazione che mette a rischio uno dei poli occupazionali più importanti dell'intero litorale e che ha spinto, cosa più unica che rara, i sindacati, segnatamente la Cgil Funzione Pubblica, ad appoggiare la lotta dell'azienda e della famiglie.

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Galloni conclude: "Senza interventi entro fine settembre, almeno con il pagamento delle prestazioni per autismo 2009, utili per le anticipazioni bancarie, chi oggi ha la responsabilità politica e amministrativa della Regione Lazio e che ha garantito il proprio aiuto ad Anffas, dovrà assumersi l'onere di spegnere la speranza".

Stefano Galloni
Ostia
bilancio
sanità

4 Commenti

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  • Avatar anonimo di Ilaria

    Ilaria Non ci posso credere. In questo paese va tutto a rotoli. L'Anffas è una delle poche certezze a livello nazionale in campo di riabilitazione e sostegno a famiglie con figli disabili. E' una certezza lavorativa per chi ha la fortuna di poterci operare dall'interno...una garanzia di serietà...e che cosa succede? Per la povera gente, per i veri bisognosi come al solito solo porte chiuse in faccia. Se l'Anffas dovesse chiudere sarebbe drammatico non solo per tutti i ragazzi, le famiglie e i dipendenti ma anche per chi per tanti anni ha lottato duramente per difendere e garantire i diritti dei meno fortunati. E mi domando dove sono i nostri cari politici in questo momento? proprio loro che guadagnano soldi a palate...dove sono in questi momenti critici?

    il 15 settembre del 2010
    • Avatar anonimo di luca lani

      luca lani Va davvero tutto a rotoli, non si salva più nulla.

      il 16 settembre del 2010
  • Avatar anonimo di Marzia

    Marzia Appello al presidente Renata Polverini. Vada a vedere come lavora l'Anffas, ci vada senza avvisare perchè in ogni momento troverà il rispetto verso i nostri figli malati. Non potete chiudere questo servizio, non è giusto, no.

    il 15 settembre del 2010
  • Avatar anonimo di una mamma

    una mamma Come sempre ci troviamo a pagare i disservizi ed il non lavoro di gente che pensa solo a portarsi a casa lo stipendio. Per colpa di un errore burocratico, mio figlio che grazie a questa associazione ha cominciato a ridere e ad avere una speranza, ora rischia di ritrovarsi in una condizione peggiore di prima. Dovrò, dovremo pagare fior di soldi a strutture private che fanno peggio quel che l'Anffas da tempo fa alla grande.
    Sono pronta ad incatenarmi davanti alla regione se ce ne sarà bisogno e come me tante altre mamme

    il 15 settembre del 2010