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Ostia, rifiuti sospetti e troppi casi di tumore: il caso della caserma dei vigili arriva in Procura

Al momento, su 240 vigili si contano 30 casi di malati oncologici. La Asl Roma 3 ha inviato a piazzale Clodio una serie di documenti

Dopo anni di denunce e una serie di esposti presentati il caso della caserma dei vigili di Ostia arriva sui tavoli della Procura di Roma. La possibilità che sotto l'edificio di via Capo delle Armi ci siano (o ci siano stati) rifiuti tossici non è esclusa neanche dalla Asl Roma 3 che ad inizio mese ha inviato a piazzale Clodio un incartamento relativo agli esami effettuati fino ad ora. 

Una serie di ispezioni fatte dopo le innumerevoli denunce di alcuni agenti della Polizia Locale di Ostia. Al momento, su 240 vigili si contano 30 casi di malati oncologici. Non solo. Nel corso degli anni le morti di uomini e donne che hanno lavorato in quell'edificio hanno fatto scattare l'allarme rosso

La posizione di Di Maggio sulla caserma di Ostia 

Dopo il caso sollevato da RomaToday e il Consiglio Straordinario andato in scena nel X Municipio, qualcosa si sta muovendo. A marzo, sollecitato dalla Cisl, il comandante del corpo della Polizia Locale di Roma Capitale Antonio Di Maggio ha firmato un documento in cui ammette come ci sia stata nel corso del tempo una "ignorata problematica" legata alla presenza dell'area dove sorge l'immobile dei vigili di una possibile "discarica a cielo aperto con gettito di rifiuti anche 'speciali' già a dall'anno del 2002" e che per questo motivo è stata fatta richiesta di sopralluoghi dal parte del Dipartimento Tutela Ambientale del Campidoglio e della Asl Roma 3 con risultati che, però, al momento sono top secret, anche per i sindacati. 

Bustarella per impedire il trasferimento della caserma dei vigili

L'aumento di malati oncologici

Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP, in prima linea sulla questione, hanno raccolto documentazioni più che sospette dal 2002-2003. Nel solo 2017 si sono registrati presso il X Mare sette nuovi casi di tumore, mentre nello stesso arco temporale in tutto il restante Corpo di Roma si sono registrati "solo" sei casi.

Questo significa che in un anno si sono ammalate 7 persone su 230 nel X Mare, e 6 persone su 5600 componenti di tutto il restante Corpo.

Nell'ultimo peridio il censimento fai da te dei sindacalisti è continuato e ora siamo a 30 casi certificati sui 240 agenti che sono ad Ostia. Dati non ufficiali perché, al momento, né il Comune e né il Comando della Polizia Locale hanno istituito un registro dei tumori.

Dai trasferimenti mancati all'esposto alla Corte dei Conti

La caserma della Polizia Locale in un ex discarica 

Per capire meglio il quadro della questione bisogna però far un passo indietro. Tra il 2002 e il 2003, lo sgombero delle così dette 'case gialle' di via Capo delle Armi libera lo spazio: qui, dal 2005, ha sede il comando dei vigili del litorale che, in precedenza, aveva base in un edificio pubblico, un piano dell'ex Vittorio Emanuele.

In quell'area di via Capo delle Armi, occupata per un decennio, giacevano, tra le altre, anche cumuli di rifiuti, calcinacci, pneumatici e carcasse di elettrodomestici e televisori.

Nei documenti, che RomaToday ha potuto visionare, ci sono una serie di richieste di bonifiche mai realmente effettuate, solo una rimozione di rifiuti.

Insomma una discarica a cielo aperto, mai risanata, dove dal 2005 è diventata operativa la caserma della Polizia Locale di proprietà di un privato, con affitto a carico del Campidoglio di circa 1 milione di euro l'anno: conto totale, ad oggi, di oltre 14 milioni di euro di soldi pubblici versati.

"Comune assista i lavoratori malati"

"Speriamo che almeno l'opera della magistratura penale possa fare luce su una vicenda gravissima e che va ormai avanti, nel generale silenzio della amministrazione, da troppo tempo. - sottolinea Monica Picca, capogruppo della Lega nel X Municipio - Nonostante tutti gli impegni presi dalla attuale maggioranza, da ultimo nel consiglio municipale straordinario tenutosi il 28 febbraio, dobbiamo assistere a una tendenziale inerzia o a una elefantiaca lentezza, negli accertamenti, nelle soluzioni alternative di allocazione e di trasferimento che pure sono rese irrinunciabili dalla legge: dobbiamo altresì assistere alla surroga della azione amministrativa fatta dalle parti sociali, mentre da anni viene denunciata una situazione intollerabile portata ormai in tutte le sedi competenti e istituzionali". 

"Oltre ad esprimere la nostra più forte e convinta solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del gruppo di polizia locale, chiediamo alla maggioranza, capitolina e municipale, e agli uffici di attivarsi al fine di trovare sul serio e in maniera effettiva una soluzione alternativa a quel plesso, di assistere i lavoratori colpiti dalle patologie oncologiche e di verificare se la problematica, salvi gli accertamenti che la Procura vorrà disporre, potrebbe riguardare anche l'area esterna immediatamente a ridosso del Comando, essendo la stessa densamente popolata", conclude Picca. 

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