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Il primo asilo nel bosco in Italia sarà a Ostia

Partirà a Ostia Antica il primo asilo nel bosco italiano, un progetto educativo che sta spopolando in tutta europa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

IL PRIMO ASILO NEL BOSCO IN ITALIA SARA' NEL NOSTRO MUNICIPIO

Partirà il prossimo settembre nel favoloso contesto della campagna di Ostia Antica il primo asilo nel bosco italiano. Nasce dalla collaborazione tra " L'Emilio" e l'associazione "Manes" due realtà del nostro territorio da sempre attente alla ricerca e all' innovazione pedagogica e sarà supervisionato dall'università Roma Tre. L'Emilio gestisce da ormai 11 anni un nido e una scuola dell'infanzia ad Acilia nel parco della Madonnetta ed è il primo asilo in Europa dove i piccoli possono crescere senza pannolino già dai primi mesi di vita . I ragazzi di Manes sono invece impegnati nella community school un interessante progetto di scuoa elementare e media dove non ci sono voti e pagelle. Un asilo nel bosco è un modello educativo che mette al centro alcuni bisogni fondamentali del bambino trascurati dall'impostazione della scuola tradizionale. Parliamo di movimento, curiosità, creatività, autonomia e tutte quelle esigenze che vengono un po' mortificate all'interno di un'aula. Proprio per questo i pargoli che frequenteranno questa scuola trascorreranno gran parte del tempo all'aria aperta passeggiando tra eucalipti secolari e saltando tra le balle di fieno. Le virtu' di questa impostazione assai diffusa in tutta Europa, solo in germania ce ne sono piu' di mille, sono ormai acclarate da diverse ricerche come quella dell'università di Heidelberg del prof. Hafner in cui emerge che coloro che vivono la loro quotidianità scolastica all'aperto rispetto a chi la vive in un'aula hanno una socialità piu' ricca e meno conflittuale, sono maggiormente autonomi e creativi , sanno rispettare le regole di convivenza e sopratutto sono molto felici. E' proprio quest'ultimo aspetto che gli educatori del bosco vogliono evidenziare. Spesso infatti quando parliamo di scuola la immaginiamo come un'esperienza volta a preparare i nostri piccoli a diventare degli adulti di successo tralasciando il presente e non riconoscendo che essere dei bambini non significa essere degli adulti in miniatura ma degli individui con dei diritti specifici del loro status che spesso vengono mortificati in vista di un futuro molto lontano. I nostri figli ci chiedono di correre e saltare e noi li mettiamo seduti gran parte del tempo, ci chiedono di esplorare e scoprire il mondo e li rinchiudiamo per anni in aule sempre uguali portandoli in giardino o al parco solo se sono buoni. I bambini ci chiedono di scoprire se stessi e il mondo attraverso il gioco e l'esperienza diretta e ciascuno di loro possiede un talento che spesso va a cozzare con l'esigenza di omologazione che la scuola italiana impone. L'Emilio e Manes sono convinti invece che compito della scuola sia sopratutto quello di trasmettere ai pargoli gioia di vivere e di valorizzare le attitudini individuali di ciascuno e per questo nel loro progetto hanno previsto che il rapporto educatore bambino sia di 1 a 8 e non 1 a 25 come prescrive la legge sulla scuola dell'infanzia datata addirittura 1976! Per chi volesse saperne di piu' www.lemilio.it oppure accorrete il 15 giugno alla presentazione del progetto alle 11.00 in via rainaldo 18 presso l'agriturismo rodrigo de vivar.

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