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Dai Triassi ai Fasciani: l'eredità della banda della Magliana e la notte su Ostia

Sin dall'avvio delle indagini si è compresa l'esigenza di contestualizzare l'episodio nel complesso tessuto criminale del litorale

Siamo alla fine degli anni '80 e l'inzio degli anni '90. La Banda della Magliana, dopo aver conluso la sua parabola, lascia un 'vuoto di potere'. Controllo delle attività sul litore di Roma, traffico di droga e armi, estorsione, usura ed altre attività illecite cercavano dei padroni. 

Gli inquirenti non hanno dubbi. L'ordinanza firmata dal gip Simonetta D'Alessandro e le indagini dell'operazione 'Alba Nuova', sostenute dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, hanno delineato il contesto in cui operavano le 'nuove' famiglie.

LA GENESI - In quel contesto si sono affermati sul territorio di Ostia i Cuntrera-Triassi siciliani di Siculiana (Agrigento) e la famiglia Fasciani, proveniente da Capistrello (Aquila). L’indagine sulla presenza della Banda della Magliana a Ostia fece emergere che quel sodalizio delinquenziale controllava la maggior parte della spiaggia libera di Ostia Ponente e che aveva sia la gestione diretta dei chioschi, delle concessioni dal Comune di Roma, dei parcheggi antistanti la spiaggia e la gestione di quelli ubicati all'interno del nuovo Porto Turistico.

LA FAMIGLIA TRIASSI - Così già dai primissimi accertamenti risultavano alcuni dati storici, oggettivi, concernenti le compagini criminali operanti nel territorio di indagine. L'ordinanza del Gip D'Alessandro va oltre e spiega tutti i legami parentali. I fratelli Vincenzo  e Vito Triassi, originari di Siculiana ma da tempo residenti ad Ostia, sono rispettivamente coniugati con Felicia e Nunziata Caldarella, figlie di Santo Caldarella condannato per associazione mafiosa con Pasquale Cuntrera e Alfonso Caruana

La famiglia Triassi, quindi, risultava già legata al clan mafioso dei 'Cuntrera-Caruana' la cosca che tra gli anni ’80 e ’90 fu attivissima nel narcotraffico internazionale con il sud e il nord America e nel riciclaggio, tanto da guadagnarsi all’epoca l’appellativo di 'Rothschild della Mafia' o 'banchieri di Cosa Nostra'. I fratelli Triassi, nel 1998, furono anche coinvolti nel tentativo di fuga del boss Pasquale Cuntrera che, scarcerato per una questione formale, stava tentando di fuggire in Canada. 

LA FAMIGLIA FASCIANI - Se da una parte i Triassi stavano mettendo le radici, dall'altra anche i Fasciani non stavano a guardare. Sono quattro i fratelli di quella famiglia Nazzareno, Vincenzo, Terenzio e 'don' Carmine (attualmente in detenzione ospedaliera ndr). La lettura delle pregresse attività investigative rivela l’impostazione criminale della famiglia Fasciani, che figura strutturata in maniera tale da garantire i propri interessi e l’egemonia territoriale attraverso la fattiva azione dei familiari i quali, nel corso del tempo, sono stati sottoposti a indagini patrimoniali e sequestro di consistenti patrimoni. Nelle indagini che hanno portato all'arresto di Carmine, nel dicembre 2009, il traffico internazionale di stupefacenti era davvero ben organizzato tra gli altri anche un esponente di spicco della Banda della Marranella e tre mafiosi di una famiglia di Catania. 
 

>> OSTIA CRIMINALE <<
 

LA BANDA DELLA MAGLIANA - Oltre, infatti, alle famiglie Fasciani e Triassi, un ruolo di rilievo era, come noto alla Polizia Giudiziaria, fino a qualche tempo fa rivestito da alcuni epigoni della Banda della Magliana. Fondamentale fu infatti prima di loro, il ruolo dei defunti Paolo Frau (ex guardaspalle di Renatino De Pedis) e Emidio Salomone (cresciuto all'ombra di Vittorio Carnovale).

Era un'organizzazione che, come ricordato dalla Squadra Mobile, vedeva nelle sue fila anche Giovanni Galleoni (Bafficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera) che secondo le indagini svolte sempre dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Roma furono assassinati da un uomo vicino alla famiglia Spada.

Frau venne assassinato il 18 ottobre del 2002, nei pressi della sua abitazione sita in via Francesco Grenet ad Ostia Lido. Mentre si apprestava a salire a bordo della sua auto, un killer con il volto coperto dal casco integrale, lo colpì con tre pallottole a bruciapelo prima di darsi alla fuga in moto. Il suo delitto è, ad oggi, ancora irrisolto. 

IL 'VUOTO DI POTERE' - Da lì partì l'operazione 'Anco Marzio'. Una vasta operazione effettuata dalla Squadra Mobile romana che ebbe origine in seguito all'uccisione di 'Paoletto'. Le indagini avevano permesso di individuare sul litorale, un sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e soprattutto di gioco d'azzardo con il monopolio delle macchinette video poker. 

In quella circostanza furono diciotto le persone a finire in manette. Il 4 giugno 2009 viene assassinato Salomone da due killer in moto che gli sparano due colpi di pistola al volto, davanti a una sala giochi di via Cesare Maccari ad Acilia, nella periferia di Roma. Il vuoto andava colmato.

LA 'PAX MAFIOSA' - Per i Fasciani e per i Traissi il campo era, quindi, ancora più libero. Le indagini svolte attualmente, le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Sebastiano Cassia e le significative intercettazioni ambientali effettuate presso l'abitazione di Vincenzo Triassi e presso l’ospedale in cui si trovava ricoverato Vito Triassi a seguito dell’attentato del 20 settembre 2007 (che aveva visto il suo ferimento in pieno giorno a colpi di arma da fuoco sulla pubblica via in Ostia ndr) hanno fatto luce sull’esistenza di accordi tra i vertici delle consorterie operanti nel territorio di Ostia e in parte a Roma.

La così detta 'pax mafiosa' prende corpo. Triassi, Fasciani e Senese, quest’ultimo noto esponente della criminalità organizzata di ascendenza camorristica operante nella Capitale, avevano dato vita ad una tregua finalizzata alla spartizione degli ambiti di influenza criminale. Il collaboratore Cassia ha riferito dell'esistenza di un patto finalizzato alla suddivisione concordata dei campi di interesse criminale sul territorio di Ostia allo scopo di evitare di attirare ulteriormente con eventuali scontri l’interesse delle forze dell'ordine.

A detta del collaboratore, inoltre, ad Ostia esiste dal 2006 una 'pax mafiosa', rinegoziata in termini diversi dopo dopo l’attentato del 2007 a Vito Triassi e che vede contraenti le famiglie Triassi, Fasciani e Senese. Una pace finita nel 2012. Una pace che ora cerca Ostia con quella che potrà essere una 'Alba Nuova'.

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