OstiaToday

Case Ater, da Ostia ad Acilia i residenti vivono tra promesse e poca manutenzione

Tante abitazioni popolari del XIII Municipio versano in uno stato di degrado avanzato. Da Ostia ad Acilia la situazione igienica è preoccupante

Case fatiscenti, poca manutenzione, scarsa sicurezza e salute messa a rischio. È l'inquietante situazione in cui versano le abitazioni popolari del XIII Municipio. Ostia, Acilia e Dragona su tutti. Una situazione che, in un perido di crisi economica come questo, viene anche aggravata. Vivere in queste condizioni sembra impossibile. I fabbricati in Via Domenico Baffigo, civici 2,4,6,8,10,20,22 (74 alloggi) e in Via della Corazzata, civici dal 2 al 16 (99 alloggi) sono ormai storici a Ostia. 

Entrambi gli edifici presentavano infatti da anni un notevole stato di degrado esterno e impiantistico. Qualcosa è stata migliorata. Oltre alla riqualificazione e messa in sicurezza degli elementi che costituiscono l’involucro e le parti comuni, si è prevista anche la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’impianto elettrico con la rimozione di tutti i punti luce e la sostituzione sia dei punti luce che delle vie cavi.
 
Annamaria, una signora che vive in via Baffigo da ormai 15 anni commenta così: "Tanto per non farci mancare nulla, abbiamo una serie di problemi uno più grave dell’altro. Questa azienda è andata sempre peggio, la colpa di chi è? Sicuramente della politica e di chi l’ha gestita sino ad oggi. Purtroppo l’Ater non è stata molto fortunata, non ha mai avuto la persona giusta a dirigerla e inoltre i suoi massimi dirigenti, tolte,rarissime occasioni non hanno mai brillato, purtroppo specialmente negli ultimi tempi".
 
La legge regionale n.30 del 3 settembre 2002, attraverso la trasformazione dell'Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Roma in due Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale Pubblica (ATER), il cui ambito territoriale corrisponde, rispettivamente, al territorio del Comune di Roma (ATER del Comune di Roma) ed a quello della Provincia (ATER della Provincia di Roma), escluso il comprensorio di Civitavecchia di competenza dell'omonima ATER, mira "a prefigurare strutture in grado di far fronte, anche attraverso maggiori spazi operativi, alle nuove emergenze alloggiative e di porre le basi per un nuovo modello abitativo“.
 
Il problema come detto, però, è la manutenzione e i costi che ne derivano. In queste case allagamenti e infiltrazioni che, soprattutto con la brutta stagione, sono ormai all'ordine del giorno. Senza contare i soffitti pericolanti, oppure le ringhiere arrugginite. Paolo, che vive in viale Vasco da Gama da 5 anni, denuncia: "Quando gli scarichi si otturano i liquami fuoriescono, traboccano nei bagni. Ciò accade spesso. Ci sentiamo abbandonati completamente". E gli interventi di pulizia, assicura la residente, "sono stati ovviamente messi in opera a nostre spese". Gli abitanti delle case rivelano di aver chiamato i vigili in diverse occasioni ma non si è risolto niente. Con decine di famiglie che non sanno come ripristinare le corrette condizioni di igiene la situazione sta diventando da bollino rosso.
 
Nell'entroterra, per certi aspetti, la situazione è addirittura più macabra. Alcuni cittadini occupano qualsiasi spazio vuoto o magari aspettano che l'inquilino anziano passi a miglior vita per sistemarsi in casa sua o, più semplicemente, accontentarsi della cantina o del lavatoio per costruire la propria casa. Succede a San Giorgio, ad Acilia, nelle palazzine popolari gestite dall'Ater e oggetto, tra l'altro non molto tempo fa, di controlli e censimenti da parte dello stesso ente per arginare la piaga delle occupazioni abusive.
 
Denunce ai carabinieri sono state fatte ma solo in un caso, in via di Saponara, una cantina è stata messa sotto sequestro dai vigili urbani e solo perché chi voleva occuparla si è fatto sorprendere col piccone in mano. Murata anche l'ex sede della caldaia termica di via Ludovico Cardi perché rifugio, si diceva, dei tossici del quartiere. Per il resto a pochi metri altre case fanno da alloggio per extracomunitari che pagano circa 400 euro di affitto al mese. Senza contare le altre cantine, lasciate vuote. C'è chi sconsiglia perfino di avvicinarsi: bazar della droga e ritrovi per gente di ogni tipo. 
 
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenuto lo scorso 28 marzo alla conferenza urbanistica organizzata con la Regione Lazio, aveva annunciato la disponibilità di 35 mila case popolari per risolvere l’emergenza abitativa. Molte della quali sarebbero dovute finire nel XIII Municipio. A queste dichiarazioni Massimo Pasquini, segretario di 'Unione inquilini' aveva già replicato affermando che era “tutto falso poiché quelle cui si riferiva erano quasi tutte case di ‘finto’ social housing, ossia un regalo ai costruttori cui verrebbe data facoltà di cementificare l’agro romano per edificare alloggi in seguito affittati o venduti a prezzi assolutamente inaccessibili ai nuclei inseriti nella graduatoria per avere un’abitazione popolare a canone sociale”.
 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • O' Principe di Tor Bella Monaca, spaccio h24 e vita in stile Gomorra: così la palazzina è diventata il suo fortino

  • Tor Bella Monaca, stroncata la piazza di spaccio del Principe: fruttava 200mila euro al mese

  • Sciopero Roma Tpl, lunedì 18 novembre a rischio i bus in periferie: orari e fasce di garanzia

  • Spari a corso Francia: ladri di Rolex si schiantano contro auto della polizia dopo inseguimento

  • Pizza Awards Italia 2019, Roma stupisce: ecco le migliori pizze della Capitale (e del Lazio)

  • Sushi "all you can eat" a Roma: 10 ristoranti giapponesi da provare

Torna su
RomaToday è in caricamento