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Ostia, alla Nuova Pineta-Pinetina 200mila euro di danni: duro colpo per l'estate

Non c'è pace per lo stabilimento del lungomare Lutazio Catulo. La spiaggia è quasi sparita. Franco Petrini, gestore dello stabilimento, ai taccuini di RomaToday si sfoga: "I ripascimenti negli anni sono stati fatti sempre male"

Continua l'incubo per lo stabilimento Nuova Pineta-Pinetina di Ostia. Dopo le mareggiate dei giorni scorsi che hanno "mangiato" le cabine, un nuovo crollo si è registrato tra il 15 e il 16 giugno. L'ultima mareggiata ha distrutto, definitivamente, alcune strutture in legno inghiottendone le assi. Una situazione disastrosa con una perdita economica notevole per chi gestisce il lido sul Lungomare Lutazio Catulo. 

Siamo intorno ai 200mila euro di danni, anche se la cifra ancora non è confermata. L'estate è ormai compromessa. La conta delle cabine che non potranno essere utilizzate per questa stagione continua a crescere. Tra strutture distrutte e inagibili si tocca quota 50. Un duro colpo anche se, il gestore Franco Petrini, non vuole perdersi d'animo: "Lavoreremo in emergenza ma almeno non perderemo mai il sorriso".

Anche la zona docce e quella degli ombrelloni sono gravemente danneggiate. Lo stesso Petrini, appena un mese fa, aveva raccontato ai nostri taccuini dei danni subiti dall'ennesima mareggiata: "Negli ultimi mesi è la terza volta che mi ritrovo una scena così. Prima a febbraio, poi a marzo".

Il problema sta nei ripascimenti. Progetti pronti che, però, ancora non riescono a decollare. "Non c'è più spiaggia e i ripascimenti fatti in questi anni, sempre in maniera effimera e inadeguata, hanno fatto il resto. Per limitare i danni utilizzassero almeno la spiaggia del dragaggio del Canale dei Pescatori".

Con il commissariamento per mafia, poi secondo Petrini è anche difficile trovare da chi avere risposte: "Non abbiamo un interlocutore diretto. E' ora che la comunità reagisca, Ostia sta morendo". Un amarezza che, però, deve far spazio alla reazione. Il gestore della Nuova Pineta-Pinetina, allora, propone "un ripascimento morbido" e immediato per permettere ai tanti lidi di Ostia di non soffrire i danni delle mareggiate, per poi augurarsi che "la Regione si prenda le sue responsabilità"

C'è da sottolineare, però, un altro aspetto. Si tratta della spaccatura tra cittadinanza e imprenditoria balneare che non è mai stata così larga. I residenti che commentano le notizie sui social "inneggiano" al mare esaltandone la potenza distruttiva, i gestori degli stabilimenti invece ne raccolgono i pezzi. 

Secondo Petrini gli imprenditori balneari e i cittadini devono "essere coesi". Ostia vive di turismo e la mancanza di punti in comuni non aiuta.  

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