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Ostia come Rimini: dal 'Pua' al 'Sua' per l'abbattimento del Lungomuro

Il Partito Democratico corregge il tiro sulla, presunta, gaffe relativa ad una serie di manifesti che stanno invadendo Roma. Nel frattempo si lavora sulla 'superficie utile dell'arenile'

Ostia è sempre al centro dei pensieri del Comune di Roma. E non solo perché l'estate si avvicina o perché in settimana sono stati aperti i varchi di accesso alle spiagge all'altezza degli stabilimenti Zenith, Cotral, L'Arca e La Vela ma anche per la, continua, campagna elettore che il Partito Democratico romano sta focalizzando sul mare della Capitale.

OSTIA DEL FUTURO O RIMINI? - Dal Lungotevere, al Centro. Passando per Piramide e Termini. Gran parte della 'città eterna' è ormai tappezzata di manifesti che raffigurano una spiaggia della riviera romagnola. Per qualcuno è Cesenatico, per altri è Rimini. Una gaffe, quella dei dem, che non è passata sotto traccia ai più. Una spiegazione relativamente alla scelta dell'immagine l'ha data Athos De Luca, presidente della commissione Ambiente in Campidoglio e ideatore del poster tanto contestato: "L'abbiamo scelta appositamente. E' la nostra visione dell'acceso al mare". Insomma una Ostia del futuro.

DOPO I VARCHI IL LUNGOMURO - Errore o meno il lungomare del X Municipio sta, da questi giorni, cambiando forma. Oggi ci sarà una riunione per presentare i progetti sulle strutture dell'Elmi e del Lido che consentiranno altri accessi alle spiagge mentre, per ottobre, sono attesi i primi passi per l'abbattimento del Lungomuro. Cadranno, almeno così è stato deciso dall'accordo tra Comune e associazioni dei balneari, alcuni muri che saranno sostituiti da siepi. Ma non finisce qui.

DAL 'PUA' AL 'SUA' - Le mosse del Campidoglio, coordinate dal tutto fare Alfonso Sabella, si stanno focalizzando anche su altri aspetti. Riconvertire gli arenili, chiedendo ai balneari di presentare le carte che certifichino le cubature presenti sulle spiagge e i successivi progetti di trasformazione, accorciando dunque i tempi per l'abbattimento del Lungomuro altrimenti legati alla conclusione del 'Pua', piano di utilizzo degli arenili. Potrebbe passare, quindi, attraverso l'utilizzo dello strumento urbanistico denominato 'Sua' (superficie utile dell'arenile ndr), la "liberazione" del mare di Ostia.  

"UN ALTRO LUNGOMARE" - Questa ipotesi sarebbe stata caldeggiata anche dall'assessore Giovanni Caudo nel corso dell'ultima riunione della Giunta capitolina che si è svolta venerdì scorso ad Ostia e potrebbe essere approvata entro le prossime due settimane. L'amministrazione chiederebbe dunque ai balneari di certificare le cubature presenti sull'arenile per capire così chi è in regola e chi no.

Una pista che Sabella sposa in pieno: "Il 'Sua' sarà lo strumento urbanistico su cui impostare il 'Pua'. Quest'anno è inutile che ci illudiamo di fare miracoli. Possiamo dare visibilità al mare, dove è possibile, e dobbiamo dare qualche segnale. Entro maggio 2016 dovremmo avere un altro lungomare".

PROBLEMI A CASTEL PORZIANO - Non è, però, tutto oro quello che luccica. A Castel Porziano, infatti, dopo l'abbattimento dei chioschi abusivi c'è più di un problema. Non solo la questione relativa alla pulizia degli arenili ma anche i bandi, andati deserti, per la gestione delle spiagge. Colpa di parametri troppo fuori mercato.

"Come ampiamente previsto la Commissione di gara per l'assegnazione dei servizi complementari alla balneazione (sicurezza, pulizia dell'arenile, bagni ecc. ndr) ha messo la parole fine alla pantomima in corso. Le aziende partecipanti non possiedono i requisiti da bando e quindi oggi, a otto giorni dall'inizio della stagione balneare, non sappiamo chi garantirà questi servizi indispensabili per aprire le spiagge ai bagnanti. Chissà se il sindaco Marino sarà costretto a tornare in ginocchio dai titolari dei chioschi per chiedere loro a cortesia di fare i servizi he hanno sempre fatto per consentire l'apertura della spiaggia", dice in una nota Ignazio Cozzoli, consigliere capitolino di Forza Italia

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